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Dalla sansa all’Humus: come è possibile trasformare i sottoprodotti della produzione di olio di oliva con i lombrichi

La produzione di olio extravergine d’oliva è uno dei simboli dell’agricoltura toscana, ma nasconde un retroscena operativo spesso sottovalutato: circa l’85% del materiale che entra in frantoio finisce per diventare scarto, principalmente sotto forma di sansa e foglie d’olivo.

Gestire questi volumi rappresenta da sempre una sfida complessa per il settore, soprattutto per quanto riguarda la sansa. Questo materiale distribuito tal quale sui terreni agricoli presenta rischi concreti di fitotossicità ed effetti negativi sulla microflora del suolo se impiegata in quantità elevate.

Da questi presupposti nasce il progetto Lombricoil, un progetto finanziato dalla Regione Toscana orientato all’economia circolare che sfrutta le straordinarie capacità del vermicompostaggio per chiudere il ciclo della filiera olivicola e produrre un fertilizzante organico di ottima qualità da utilizzare in oliveto e non solo.

Una rete virtuosa sul territorio

Il progetto unisce ricerca scientifica, associazionismo e imprese agricole, mettendo a sistema le competenze di quattro partner chiave:

  • Cooperativa Agricola Primavera, che gestisce lo storico Frantoio di Vallina;
  • CIA Agricoltori Italiani Toscana;
  • Università degli Studi di Firenze;
  • Centro Lombricoltura Toscano.

L’obiettivo comune è restituire fertilità ai suoli agricoli rigenerando un sottoprodotto critico in un ammendante biologico ad altissimo valore aggiunto.

Il passaggio chiave: la preparazione della sansa

I lombrichi sono capaci di digerire materiale organico per trasformarlo in humus (o vermicompost), ricco di sostanza organica stabile, nutrienti prontamente assimilabili e microrganismi benefici per l’apparato radicale delle piante.

Tuttavia, somministrare la sansa fresca ai lombrichi non è facile: il materiale in purezza risulta tossico e ostico da trasformare in un alimento per i lombrichi.

Un obiettivo chiave del progetto è stata l’ottimizzazione della fase di pre-trattamento e maturazione:

  • miscelazione con le foglie d’olivo: l’unione della sansa con percentuali calibrate di foglie risolve i limiti strutturali e chimici della sansa pura.
  • Idratazione periodica e costante: mantenere la massa al corretto livello di umidità stimola l’avvio della fermentazione preliminare.
  • Trattamenti combinati: la sinergia tra più trattamenti ha accelerato sensibilmente i tempi di stabilizzazione, rendendo il substrato appetibile e sicuro per i lombrichi.

Risultati sul campo e laboratorio

Una volta standardizzata la fase di preparazione, la sansa si è rivelata una matrice estremamente nutriente per l’allevamento dei lombrichi. Le miscele testate hanno fatto registrare:

  • Elevate densità di popolazione e un incremento rilevante delle dimensioni medie dei singoli lombrichi;
  • Alti tassi di conversione della biomassa di scarto in vermicompost;
  • Parametri chimici ottimi, confermati dalle prime analisi di laboratorio su campioni di vermicompost maturo prodotto dai mix di sansa e foglie.

Il percorso prosegue ora con prove agronomiche in pieno campo, necessarie per misurare e validare l’impatto positivo del vermicompost da sansa sulla struttura del suolo e sullo sviluppo vegetativo delle colture.

Oltre l’olivicoltura: il potenziale per gli scarti delle trasformazioni agroalimentari

Il modello validato da Lombricoil dimostra come il vermicompostaggio sia una soluzione scalabile e replicabile. Quello che per decenni è stato considerato un costo di smaltimento gravoso per i frantoi può diventare una risorsa importante per contrastare il degrado della sostanza organica nei terreni agricoli.

Lo stesso approccio può essere esteso a molteplici scarti dell’industria agroalimentare, mostrando che attraverso il vermicompostaggio è possibile realizzare un approccio concreto all’economia circolare valorizzando la materia organica locale per restituire fertilità ai suoli.

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