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La sansa diventa risorsa con i lombrichi: a Bagno a Ripoli la presentazione dei risultati del progetto Lombricoil

Martedì 3 novembre 2026, alle ore 17:00, la Sala Consiliare del Comune di Bagno a Ripoli (Piazza della Vittoria 1) ospiterà l’incontro pubblico intitolato “La sansa: da problema a risorsa attraverso i lombrichi”, dedicato all’illustrazione dei risultati finali e delle prospettive future del progetto Lombricoil. L’iniziativa affronta uno dei nodi storici della filiera elaiopolitica: la gestione dei sottoprodotti della lavorazione delle olive, proponendo una soluzione basata sui principi dell’economia circolare attraverso la tecnica del vermicompostaggio.

L’evento, promosso con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli e sostenuto dalla Regione Toscana, si aprirà con i saluti istituzionali:

  • Roberta Vangelisti, Presidente della Cooperativa Agricola Primavera
  • Francesco Pignotti, Sindaco di Bagno a Ripoli
  • Paola Nocentini, Assessore all’Agricoltura del Comune di Bagno a Ripoli
  • Rudi Dreoni, Presidente di Cia Agricoltori Italiani Toscana Centro

A seguire, la parola passerà ai relatori scientifici e tecnici per l’analisi dei dati e delle metodologie applicate sul campo:

  • Alessandro Parenti (DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze) illustrerà i risultati della sperimentazione del progetto Lombricoil condotta direttamente presso le strutture del Frantoio Cooperativa Primavera di Vallina.
  • Giulia Carpi (Centro Lombricoltura Toscano) entrerà nel dettaglio operativo esaminando gli aspetti tecnici del processo produttivo per trasformare la sansa in vermicompost di qualità.
  • Giacomo Certini (DAGRI – Università degli Studi di Firenze) delineerà le concrete prospettive d’impiego agronomico del materiale ottenuto dalla bioconversione.

L’appuntamento rappresenta un momento di confronto strategico per olivicoltori, frantoiani, agronomi e operatori del settore interessati a scoprire come la ricerca applicata e la sinergia tra enti di ricerca, cooperative e associazioni di categoria possano trasformare un costo ambientale ed economico in un fertilizzante naturale ad alto valore aggiunto.

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